I TUOI DIRITTI

Il vicedirettore del Tg5: segnalatemi i vostri problemi, proveremo a risolverli

Cari cittadini indignati come me, piacere di conoscervi... Un po’ di storia personale, tanto per incominciare a conoscerci meglio. La rubrica Indignato speciale è nata nella primavera del 1997, subito dopo il disastro ferroviario del Pendolino deragliato a Piacenza. L’idea originaria era di Antonio Ricci, la rubrica constava di un minuto di immagini in bianco e nero con un mio veloce commento e una sigla con la mia firma. Nel 1998, trasferitomi a Roma, l’editore della radio RTL 102,5, con la quale collaboravo da anni, mi propose di ripetere l’esperienza ai loro microfoni: quest’anno raggiungeremo il nostro quindicesimo compleanno! Da cinque anni, su proposta del direttore del Tg5, abbiamo aperto lo spazio dell’Indignato speciale anche all’interno dell’edizione delle 13 del Tg5. L’indignazione è oggi un sentimento popolare molto diffuso Ed è uno stato d’animo trasversale, non ha età, non ha caratteristiche di censo o di cultura, di religione o di ideologia politica. È diffusa, l’indignazione, a livello mondiale, avendo addirittura dato il nome ad una sorta di movimento para politico, nato in Spagna a seguito della crisi, con gli Indignados, diffuso poi negli Stati Uniti con coloro che hanno messo in atto la protesta di Occupy Wall Street. In questa rubrica avremo modo di riflettere, tutti insieme, sulle questioni più importanti del nostro Paese, sollecitati in particolare dalle mail dei cittadini, dalle “indignazioni” quotidiane della gente. E guardate che a pensarci su abbiamo purtroppo spunti di indignazione da quando ci svegliamo a quando andiamo a dormire. E non è solo la crisi economica, lo spread e la politica a creare nel cittadino un senso diffuso di disagio e di vera e propria rabbia. In questa rubrica avremo modo di riflettere sulle questioni più importanti del nostro Paese Parleremo di Asl, di Inps, e certamente di Equitalia, di Agenzia delle Entrate, di Fisco. Di uno Stato pronto a chiedere e a punire ogni più piccolo errore e distrazione, tanto quanto è invece lento nel corrispondere quanto è lui a doverci restituire, uno Stato formidabile esattore ma vergognoso mancato pagatore. Parleremo di Pubblica amministrazione, di scuola, di formazione, di accesso per i giovani al mercato del lavoro, e quindi inevitabilmente faremo anche un discorso “politico”. Basato non sulle ideologie, alcune poi davvero vecchie e superate, non su una sterile e qualunquistica antipolitica, che porta solo ad un pericoloso oscuramento dei principi fondamentali della democrazia, ma in qualche modo propositivo e costruttivo, nella speranza, che mai dobbiamo perdere, che alla fine ci sia qualche mente intelligente e onesta pronta a darci ascolto. Faremo questo viaggio insieme. Scrivete le vostre “indignazioni”, la redazione periodicamente me le sottoporrà, saranno lo spunto fondamentale per costruire qualcosa che non sia solo rabbiosa indignazione ma anche intelligente proposta, riflessione comune di ciò che in Italia non va bene, e soprattutto non può continuare ad essere in uno stato di negatività che non ci fa solo venire il mal di fegato ma ci fa ogni giorno di più arretrare rispetto ad altre Nazioni, non solo in Europa, ma nel mondo intero.