I TUOI DIRITTI

Redditometro: il mostro iniquo che divora solo le fasce deboli

Il redditometro, orribile termine coniato dalla fantasia perversa e ignorante di un tipico burocrate, è un test che, vedrete, presto finirà nel nulla. Inutile, questo è certo, farraginoso, sarà facile scoprire i trucchi per fregare il fisco a quei furbastri che solitamente evadono le tasse grazie alle laute parcelle che sono in grado di pagare a commercialisti, tributaristi e compiacenti e complici avvocati. Ancora una volta lo Stato, tramite Equitalia, sbaglia nell’instaurare un rapporto diretto con il contribuente cittadino, non sono in grado i grigi burocrati di questo Paese di rovesciare il rapporto e considerare prima il cittadino, coi suoi doveri e i suoi diritti, e poi il contribuente, coi suoi diritti e anche coi suoi giusti doveri. Il redditometro colpisce soprattutto le fasce più deboli e meno preparate, sarà lì che potranno essere commessi involontari errori ed omissioni che faranno scattare l’inevitabile e cipiglioso controllo degli inviati di Befera nelle case degli italiani. E ancora una volta il cittadino, quello onesto, che non solo non può, ma nemmeno vuole sgarrare, vivrà come da sempre il rapporto con l’autorità, nelle sue diverse espressioni, come un suddito e non come un soggetto attivo protagonista della comunità di cittadini. Gli italiani hanno da tempo perso la fiducia e la speranza che lo Stato “siamo noi” e non “loro”, entità astratte e vissute sempre come un “nemico”. In parte è anche colpa nostra, siamo sovente ignari, anzi direi proprio, non me ne vogliate, ignoranti dei nostri doveri e dei nostri diritti. [...] La Giustizia è lenta, eccome se lo è. Un groviglio inestricabile che ci avviluppa come i tentacoli di una grassa e grossa piovra, senza un capitan Nemo che ci possa dare una mano. Siamo, di fronte allo Stato, non come intelligenti interlocutori, ma come i marinai terrorizzati e attoniti agli ordini del capitano Achab contro la Balena bianca, la terribile Moby Dik. Il redditometro è un altro complicato sistema per tentare quel che fino ad oggi non si è riusciti, ed io dico anche a volte volutamente riusciti a fare, combattere l’inclinazione naturale del cittadino italiano ad evadere le tasse. [...] La lotta alla evasione è fondamentale per riportare nel Paese equità tra i cittadini. Ma deve soprattutto colpire i furbi che si possono permettere di farlo, non il ceto medio, i lavoratori dipendenti poi non parliamone, gli artigiani, le piccole e medie imprese che talvolta, per sopravvivere in tempo di profonda crisi, devono eludere le tasse, spropositate e ingiuste. E non c’è nessuno in Italia che possa venirci a raccontare la favola che paghiamo tante e pesanti tasse solo perché c’è l’evasione fiscale. per approfondimenti: www.4minuti.it