I TUOI DIRITTI

Una mano di vernice per fare cassa: strisce blu, un vero abuso

Viviamo una contraddizione formidabile nelle nostre città. La politica, i media, la pubblicità ci invitano, con messaggi persuasivi e martellanti, ad acquistare nuove auto. Il settore è in crisi, soprattutto in Italia in questo momento storico di ristrettezze e necessità di risparmio, ma cercano tutti, ovviamente in primo luogo le case automobilistiche, di convincerci a cambiare auto. Le stesse scelte di molti comuni, nascondendosi dietro la questione ambientale, vanno verso la direzione di un costante rinnovamento del parco auto familiare, a meno di dover sottostare periodicamente a divieti e limitazioni legate ai vari tipi di auto, Euro 4 e poi 5 e via a salire di numero. Ora, è chiaro che l’industria automobilistica è da decenni uno dei settori trainanti dell’economia, visto anche l’enorme indotto che smuove intorno a sè. Così come è del tutto evidente che i comuni, le istituzioni locali, hanno bisogno di introiti per rimpinguare le disastrate casse. Ecco quindi che si applica il principio del pagare tutto in cambio di poco o nulla. Perché se lo Stato addirittura incentiva l’uso, il consumo e l’acquisto di nuove automobili, dovrebbe in cambio garantirci una viabilità decente, maggiore sicurezza su strade e autostrade, meno buche e voragini, una manutenzione della rete migliore, fonte invece troppo spesso di ambigue operazioni con subappalti che fanno guadagnare pochi e perdere tutti, e soprattutto un maggior numero di parcheggi che, a mio parere, dovrebbero essere gratuiti in quanto già pagati dai cittadini con le tasse locali. Invece è ormai invalso l’uso di recintare intere aree con i parcheggi a pagamento delimitati dalle fatidiche strisce blu. Sosta gratuita per tutti, potrebbe essere il nostro nuovo motto. Diventa poi odioso il caso in cui queste delimitazioni a pagamento vengono effettuate in particolari aree di interesse comune per i cittadini. Il parcheggio a pagamento in una struttura sanitaria, ospedale, clinica, laboratorio di analisi, dovrebbe essere respinto dalla comunità come un vero e proprio odioso abuso. [...] Quando gli imperatori romani avevano bisogno di nuove entrate per finanziare nuove guerre di conquista e pagare i soldati mercenari, ricorrevano inevitabilmente alle tasche dei cittadini, con nove esose tasse. Non so se ai tempi dei Romani si pagava per parcheggiare la biga o il carro trainato dai buoi, ricordo solo che veniva tassato, e questa abitudine è durata per secoli, un bene di prima necessità come il sale. Sono perfino scoppiate rivolte e guerre civili contro la tassa del sale...Non dico che bisogna opporsi coi forconi alle strisce blu, ma nemmeno accettare supinamente queste imposizioni. per approfondimenti: www.4minuti.it