I TUOI DIRITTI

Lo schiaffo morale di un santo, una scossa epocale alla Chiesa

La decisione presa da Papa Benedetto XVI è davvero storica. E non tanto perché da secoli nessun pontefice si sia dimesso, pur potendolo fare dal punto di vista del complesso diritto canonico. Esprimo ovviamente una mia opinione, non sono un vaticanista, né un frequentatore delle segrete stanze di San Pietro e dintorni. Ho conosciuto il Santo Padre, ho avuto con lui tre emozionanti incontri, in occasione di tre presentazioni di miei libri, quello su San Benedetto, su San Bernardo e quello sulla mia amica suor Maria Gloria Riva. Ho sempre ritenuto papa Benedetto come un formidabile teologo, un raffinato uomo di cultura, un filosofo del nostro tempo. Il suo gesto è, a mio parere, un incredibile atto di sacrificio personale, un atto di coraggio, una sorta di provocazione, per il bene della Chiesa. Cerco di spiegarmi meglio. La Chiesa cattolica vive un momento di profonda crisi. Pressata dalle nuove religioni emergenti, dal proliferare del settarismo, soprattutto nelle zone più povere del pianeta, dalle difficoltà di un dialogo a senso unico con un mondo islamico in cui prevale il fondamentalismo. A questa analisi geopolitica si deve poi aggiungere il combinato disposto di una serie davvero impressionante di scandali, alcuni certificati e riconosciuti dalla stessa gerarchia, altri presunti, alcuni costruiti ad arte da nemici esterni ed anche, e non pochi, interni. La vicenda che ha addolorato il Santo Padre, a livello personale, del famoso “corvo”, le ricorrenti voci su presunti dossier interni, la questione terribilmente imbarazzante della pedofilia da parte di sacerdoti, l’omosessualità diffusa nei seminari, grave per chi considera una sessualità diversa come forma di peccato, non ultime le delicate questioni inerenti le vicende della banca vaticana, lo Ior, da oltre un anno senza un presidente dopo le dimissioni di Ettore Gotti Tedeschi, col corollario di indiscrezioni giudiziarie e di vere e proprie inchieste da parte della Procura di Roma su presunti conti riservati transitati attraverso istituti religiosi dal Monte dei Paschi di Siena alle casseforti della banca vaticana. E dietro tutto questo doloroso labirinto, la Curia, i suoi intrighi, i suoi secolari segreti. Che cosa ha voluto significare papa Benedetto? Forse che il fardello non era più sopportabile per le sue esili spalle di uomo di studio e soprattutto di preghiera? No, non ci credo. Il Santo Padre, dimettendosi lui, il Vicario di Cristo, ha voluto dare una scossa epocale, una sorta di schiaffo morale, il segnale fortissimo che la Chiesa, se vuole riconquistare il suo primato morale e spirituale deve riformarsi in maniera totale. L’ho fatto io, che sono il Papa, ora tocca a voi rimboccarvi le maniche e scegliere per la Cattedra di San Pietro un uomo che sappia guidare la millenaria ma stanca istituzione verso il futuro, nel mondo moderno [...] per approfondimenti: www.4minuti.it