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Montepaschi: punta dell’iceberg di un sistema malato

L’inchiesta sulla banca più antica del mondo, il Monte dei Paschi di Siena, rappresenta la fotografia di un sistema, lo spaccato inquietante della realtà del nostro Paese. Un labirinto oscuro di intermediazioni, derivati tossici, finanze più o meno creative, occultato, a danno della collettività non solo dai manager coinvolti nella vicenda, oggi indagati per reati molto gravi, associazione a delinquere finalizzata alla truffa, ostacolo alla vigilanza, manipolazione dei mercati. Oggi tutti parlano soprattutto dell’acquisizione da parte della banca di piazza Salimbeni dell’istituto padovano Antonveneta, acquistato per oltre 2 miliardi di euro in più rispetto al reale prezzo di mercato, dalla banca spagnola di area cattolica Santander, presieduta da Emilio Botin e rappresentata in Italia da Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior, la banca del Vaticano, al centro proprio in queste settimane di molte polemiche ed illazioni. Ma l’origine del “male oscuro” che ha introdotto il virus che ha così gravemente ferito l’antica e prestigiosa banca senese, vero istituto di credito di natura popolare, profondamente radicato nel territorio al punto che è la città stessa ad identificarsi con la “sua” banca, risale in là nel tempo. Il dna del Montepaschi cambia radicalmente alla fine degli anni Novanta e nei primi anni del Duemila, quando partirono certe operazioni di acquisizioni. [...] Banca Agricola Mantovana, 121, Telecom, Antonveneta, la tentata scalata di Unipol a Bnl, ma perché è così importante “avere una banca”? Chi ha seguito l’inchiesta sul Montepaschi sui giornali e in tv avrà sentito parlare di una ipotetica presunta tangente di circa due miliardi di euro. In realtà qualche stecca ci sarebbe stata da parte di ex manager infedeli e soprattutto particolarmente avidi[...]. In realtà non c’è stata alcuna maxi tangente. Possedere una banca vuol dire, attraverso il credito, le assunzioni, i mille favori concessi, ottenere un formidabile consenso politico nel territorio e a livello nazionale. È a tutti gli effetti una vera e propria forma di voto di scambio che condiziona, soprattutto attraverso la gestione del credito, la vita di cittadini, piccole e medie imprese, artigiani, commercianti, insomma l’ossatura della vita economica e produttiva del nostro Paese. E la vicenda del Montepaschi è solo la punta dell’iceberg di un sistema italiano profondamente malato, dove da troppo tempo si cerca di creare ricchezza non attraverso la produzione di beni materiali, viti e bulloni, macchinari, edilizia e altro ma attraverso i complicati e pericolosi giochi dei derivati tossici che, come certo sapete, hanno inquinato anche molte istituzioni comunali con gravi rischi e danni per la collettività [...] per approfondimenti: www.4minuti.it